Vendere un immobile donato a Firenze: cosa cambia con la nuova normativa 2025 e cosa devi sapere prima di procedere
- Fi.Flor Immobiliare
- 8 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 3 giorni fa

Hai ricevuto una casa in donazione e vuoi venderla? Fino al 2025 farlo era complicato — le banche si tiravano indietro e gli acquirenti erano diffidenti. Con la Legge 182/2025 le cose sono cambiate in modo significativo. Questa guida ti spiega cosa è cambiato, cosa resta invariato e cosa verificare prima di mettere l'immobile sul mercato.
Una precisazione importante Fi.Flor Immobiliare non è uno studio legale né uno studio notarile. Le informazioni contenute in questo articolo sono frutto di ricerca, esperienza diretta su operazioni recenti e del confronto con notai e professionisti legali con cui collaboriamo regolarmente. Il nostro ruolo è aiutarti a capire il quadro generale e identificare le criticità. Per una valutazione specifica della tua situazione, ti mettiamo in contatto con i professionisti giusti.
Il problema degli immobili donati: perché erano difficili da vendere
Fino al 18 dicembre 2025, vendere un immobile ricevuto in donazione era oggettivamente complicato. Il motivo era uno: il rischio dell'azione di restituzione.
La legge italiana tutela gli eredi legittimi — figli, coniuge, ascendenti — garantendo loro una quota minima del patrimonio del defunto (la cosiddetta quota di legittima). Se una donazione fatta in vita aveva "leso" questa quota, gli eredi esclusi potevano, dopo la morte del donante, non solo agire contro chi aveva ricevuto la donazione, ma anche contro chi aveva acquistato quell'immobile successivamente.
In pratica: compri una casa che era stata donata, la paghi regolarmente, e anni dopo un erede del donante bussa alla tua porta chiedendo la restituzione dell'immobile. Questo scenario, per quanto estremo, era giuridicamente possibile — e bastava come rischio teorico per rendere gli immobili donati difficili da vendere e quasi impossibili da usare come garanzia per un mutuo.
Cosa è cambiato con la Legge 182/2025
La legge di semplificazione entrata in vigore il 18 dicembre 2025 ha modificato l'articolo 563 del Codice Civile introducendo una svolta importante.
L'azione di restituzione nei confronti dei terzi acquirenti è stata abolita.
Dal 18 dicembre 2025, se un immobile donato viene venduto, gli eredi lesi nella loro quota di legittima non possono più chiedere la restituzione dell'immobile all'acquirente. Possono ancora agire, ma solo contro il donatario — cioè chi aveva ricevuto la donazione — per ottenere un risarcimento in denaro.
Per chi compra oggi un immobile con provenienza donativa questo è un cambiamento sostanziale: il rischio di perdere la casa acquistata per via di un'azione degli eredi del donante è eliminato.
Cosa significa concretamente per chi vuole vendere
Più facilità di vendita Gli acquirenti possono comprare un immobile donato con molta più serenità rispetto a prima. Questo si traduce in una platea di potenziali acquirenti più ampia e in trattative meno complicate.
Accesso al mutuo più semplice Le banche erano storicamente diffidenti verso gli immobili con provenienza donativa proprio per il rischio dell'azione di restituzione. Con la riforma, questo ostacolo si è significativamente ridotto. Gli istituti di credito possono accettare questi immobili come garanzia con maggiore serenità.
Tempi di vendita più brevi Prima della riforma, molte trattative si bloccavano o si allungavano perché l'acquirente o la sua banca chiedevano rassicurazioni o garanzie aggiuntive. Oggi questo passaggio è molto più snello.
Cosa resta invariato — le tutele che non sono sparite
La riforma non ha eliminato la tutela degli eredi legittimi — ha solo cambiato le modalità con cui possono farla valere.
Gli eredi lesi nella quota di legittima possono ancora agire contro il donatario per ottenere un risarcimento in denaro. Questo vale sia per le donazioni vecchie che per quelle nuove.
Restano inoltre alcune situazioni transitorie da valutare caso per caso, in particolare per le successioni aperte prima del 18 dicembre 2025 dove potrebbero applicarsi regole diverse per un periodo limitato.
I casi pratici più frequenti a Firenze
"Ho ricevuto la casa in donazione da mio padre che è ancora in vita — posso venderla?" Sì, e con la nuova normativa è molto più semplice rispetto a prima. Il rischio per l'acquirente è eliminato. Restano da verificare eventuali diritti di usufrutto o altri vincoli che il donante potrebbe aver riservato al momento della donazione.
"Mio padre è morto dopo avermi donato la casa — ho fratelli. Posso vendere?" La situazione è più delicata perché la successione è aperta e i tuoi fratelli potrebbero avere diritti sulla quota di legittima. Con la nuova normativa l'acquirente è protetto, ma tu potresti dover rispondere ai tuoi fratelli con un risarcimento in denaro. Meglio chiarire prima la situazione con un notaio.
"La donazione è molto vecchia — risale agli anni '90. Cambia qualcosa?" La riforma si applica ai trasferimenti successivi al 18 dicembre 2025, indipendentemente da quando è avvenuta la donazione originaria. Anche per donazioni molto vecchie, l'acquirente oggi è protetto dall'azione di restituzione.
"La banca mi aveva rifiutato il mutuo su questo immobile anni fa. Vale ancora quel rifiuto?" No — la situazione normativa è cambiata. Vale la pena ripresentare la domanda o valutare con un consulente bancario.
Cosa verificare prima di vendere un immobile donato a Firenze
Anche con la nuova normativa, ci sono verifiche preliminari che è sempre opportuno fare prima di vendere immobile donato a Firenze.
Verifica l'atto di donazione Recupera e leggi l'atto di donazione originale. Verifica se il donante si era riservato diritti — usufrutto, diritto di abitazione — che potrebbero limitare la vendita o ridurne il valore percepito.
Verifica lo stato dei legittimari Se il donante è deceduto, verifica la situazione degli eredi legittimi. Non per bloccare la vendita, ma per anticipare eventuali richieste di risarcimento che potrebbero arrivare dopo.
Verifica la conformità urbanistica e catastale Come per qualsiasi immobile, prima di vendere è fondamentale che la planimetria corrisponda allo stato reale e che non ci siano irregolarità urbanistiche.
Verifica eventuali ipoteche o vincoli Una visura ipotecaria aggiornata è sempre necessaria prima di avviare una vendita.
Perché affidarsi a professionisti esperti in operazioni con provenienza donativa
Ogni caso di immobile donato ha le sue specificità — la data della donazione, lo stato dei legittimari, eventuali diritti riservati, la situazione catastale. Non esiste una risposta universale che valga per tutti.
Fi.Flor Immobiliare ha esperienza diretta nella gestione di operazioni con provenienza donativa e lavora in modo strutturato con notai e consulenti legali che possono valutare la tua situazione specifica e guidarti nelle scelte giuste.
👉 Contattaci per una consulenza gratuita e senza impegno — ti risponde direttamente uno dei titolari.




Commenti